Fra storia e leggenda

Coltivati fin dall’anno 400 dai Maya (dal IV al IX secolo), gli alberi del cacao furono oggetto di un vero e proprio culto per i Toltechi (dal IX al X

Coltivati fin dall’anno 400 dai Maya (dal IV al IX secolo), gli alberi del cacao furono oggetto di un vero e proprio culto per i Toltechi (dal IX al XII secolo). Nella cultura Azteca (dal XII al XVI secolo) costituivano il più bel ornamento del paradiso dove regnava il dio Quetzalcoatl. Quest’ultimo, re-prete dei Toltechi, regnava nel X secolo la città di Tula. Secondo la leggenda, nella sua capitale tutto era bellezza, lusso e abbondanza. Era veramente come un dio, poiché aveva offerto l’albero del cacao agli uomini e aveva insegnato loro a coltivarlo.
Era quindi dispensatore di forza e di ricchezza e, in effetti, i semi di quest’albero, fungevano anche da moneta di scambio, sia per acquistare beni di consumo abituali sia come tributo di imposta al re.
Essendo molto orgoglioso, però, Quetzacoatl ebbe la pretesa di diventare immortale e, a tale scopo, fece ricorso allo stregone Tezcatlipoca. Lo stregone, geloso del re, gli fece bere un filtro che lo rese pazzo. Il sovrano fuggì verso la riva del mare e si imbarcò su una zattera fatta di serpenti intrecciati.
Prima di allontanarsi verso Oriente, profetizzò:
“Tornerò in futuro e ristabilirò la mia autorità. Sarà un periodo di dure prove e di disgrazia per il mio popolo”. Gli anni passarono ma gli Aztechi non dimenticarono il giardiniere divino che aveva donato loro l’inestimabile albero del cacao. Gli dedicarono un culto sotto il nome di “Votan” che significa “Serpente di Piume”.
Nel 1519, foschi presagi annunciarono che si preparavano gravi avvenimenti: una cometa fece la sua comparsa e un terremoto scosse la terra. I maghi e gli astrologi predissero che Quetzacoatl sarebbe tornato il 21 aprile 1519. Quando, per un caso straordinario, Hernàn Cortès sbarcò il giorno stesso sulla costa di Tabasco, a Ovest dello Yucatan, il re Montezuma II fu persuaso che il “Serpente di Piume” era di ritorno e lo accolse con queste parole: “Avrai tutto ciò che sarà necessario a te e al tuo seguito, poiché ti trovi a casa tua, nel tuo paese natio”…

Compagnia del Cioccolato
Tavoletta della Spezia

Testo consultato:
Piccola Enciclopedia del Cioccolato Ed. Rizzoli

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